Speaker invitati

Le conferenze si terranno nei due dipartimenti di fisica milanesi, delle Università degli Studi di Milano e di Milano Bicocca.
Gli speaker, scienziati e divulgatori che operano in sedi diverse ed in settori molto vari, sono stati selezionati sulla base dell'impatto del loro lavoro e dei collegamenti con la città e le università di Milano. Argomenti dei seminari saranno le attuali frontiere della ricerca in Fisica, spaziando sul maggior numero possibile di ambiti e tematiche.

  • Prof. Stefano Forte
    Università degli Studi di Milano

    Stefano Forte è Professore Ordinario di Fisica Teorica presso l'Università degli Studi di Milano.
    Dopo la laurea presso l'Università di Torino, consegue il dottorato al MIT. Prosegue la sua carriera presso il Saclay nuclear research center, e quindi come fellow al CERN. Dal 1990 al 2002 lavora a Torino e Roma per INFN. Da gennaio 2003 è professore ordinario di fisica teorica all'Università degli Studi di Milano.
    La sua ricerca è focalizzata sulla teoria delle interazioni forti (perturbative QCD), attualmente di grande interesse perché alla base della fisica di LHC, in particolare nello studio delle proprietà del bosone di Higgs. Come portavoce della collaborazione NNPDF ha perseguito un nuovo approccio per la determinazione delle distribuzioni partoniche (PDF), che hanno svelato la struttura del nucleo.
    Nel 2017 è stato insignito dell'ERC advanced grant che, per più di cinque anni, supporterà il progetto N3PDF, il cui scopo è di applicare l'intelligenza artificiale alla PDF determination, ed estendere e migliorare le attuali tecniche di risommazione della QCD.


    Dalle particelle elementari all'intelligenza artificiale e ritorno

    I metodi dell'intelligenza artificiale e del machine learning sono sulla bocca di tutti: nella comunità scientifica, ed anche presso il grande pubblico. Alcuni di questi metodi sono stati sfruttati per molti anni nel contesto piuttosto esotico della fisica delle particelle, dove sono stati usati per descrivere situazioni e problemi molto lontani dall'esperienza quotidiana. Recentemente, grazie a nuove idee teoriche ed anche all'aumento della potenza di calcolo è diventato possibile raggiungere risultati impensabili fino a poco tempo fa: automobili che si guidano da sole, programmi che imparano a vincere ad un videogioco. La sfida di modellizzare la realtà quantistica, con le sue insolite peculiarità, presenta nuove sfide e la possibilità di nuovi sviluppi.

  • Dott. Fabio Pezzoli
    Università degli Studi di Milano-Bicocca

    Fabio Pezzoli è ricercatore presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano-Bicocca.
    Si laurea in Fisica presso l'Università di Milano-Bicocca, dove successivamente consegue il dottorato di ricerca in nanostrutture e nanotecnologie. Durante il dottorato, svolge un periodo di ricerca presso la Johannes Kepler Universität di Linz. Lavora poi come Post-Doc presso il Max-Planck-Institut für Festkörperforschung di Stoccarda e il Leibniz-Institut für Festkörperund Werkstoffforschung Dresden.
    Attualmente conduce la sua attività come ricercatore presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano-Bicocca e presso il centro interuniversitario L-NESS di Como. Tra giugno e luglio 2014 effettua un soggiorno di ricerca presso l'Institut National des Sciences Appliquées, INSA Toulouse. Nel 2017 e nel 2018 è co-organizzatore di simposi sui fenomeni spin dipendenti in semiconduttori, materiali bidimensionali e isolanti topologici al Fall Meeting del capitolo europeo della Materials Research Society. È attualmente membro del comitato editoriale di Communications Physics, una rivista ad accesso aperto del gruppo Nature Research.


    La fisica dello spin in nanostrutture a semiconduttore: spettroscopia ottica e applicazioni

    Lo spin è il momento angolare intrinseco di particelle elementari come gli elettroni. Dispositivi in grado di controllare il grado di libertà quantistico dello spin elettronico potrebbero integrare funzioni logiche e di memoria consentendo di sviluppare modi radicalmente nuovi d'elaborare e trasmettere informazioni. La possibilità di generare e manipolare portatori di carica spin polarizzati all'interno di un solido è di enorme interesse non solo applicativo, ma anche fondamentale. In questo seminario verranno introdotti i meccanismi che governano i fenomeni di coerenza e di rilassamento dello spin in sistemi tecnologicamente rilevanti come le nanostrutture a semiconduttore. In particolare, ci si soffermerà su ricerche recenti in cui l'interazione radiazione-materia nella regione del visibile e vicino infrarosso è stata usata con successo per avere accesso diretto alla fisica dei processi spin dipendenti.

  • Prof. Maddalena Collini
    Università degli Studi di Milano-Bicocca

    Maddalena Collini è attualmente professore associato di Fisica Applicata presso l'Università di Milano-Bicocca (Dip. Di Fisica, Scuola di Scienze). Laureata in Fisica presso l'Università di Milano, la sua attività è volta all'applicazione della fotonica ai biosistemi per studiare processi dinamici nel campo interdisciplinare della biofisica. Ha iniziato la sua attività studiando i moti interni di DNA supercoiled e di frammenti di DNA, studiando la struttura di proteine della famiglia delle calicine applicando la tecnica della anisotropia della fluorescenza.
    Dal 2001 si è trasferita presso l'Università di Milano-Bicocca partecipando all'allestimento di un laboratorio di microscopia ottica dove ha iniziato ad utilizzare la spettroscopia di correlazione della fluorescenza come principale metodo di indagine per la fotodinamica delle proteine fluorescenti a livello di singola molecola. Dal 2011 è il responsabile scientifico della grande attrezzatura di ateneo di Nanoscopia. La sua recente ricerca verte sullo sviluppo di nuovi protocolli e metodi di correlazione di immagini. Dal punto di vista più nanotecnologico, utilizza nanoparticelle d'oro per scopi teranostici, studiando e modellizzando la loro internalizzazione in cellule e piccoli organismi. Attualmente sta investigando l'azione antibatterica e stimolante delle nanoparticelle per ricerca applicata (brevetto depositato Nanothermopatch). È co-responsabile di un nuovo laboratorio attivo nell'edificio dedicato alla Nanomedicina. È membro del centro di Neuroscienze (NeuroMi, ospitato dall'Università di Milano-Bicocca), del centro di Nanomedicina (NanoMed, ospitato dall'Università di Milano-Bicocca) ed è ricercatore associato dell'Istituto del CNR per le Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti Eduardo Caianello , (Pozzoli, Na).


    Microscopia a scansione laser per lo studio dei sistemi biologici e applicazioni di nanomedicina

    La figura del biofisico si propone di studiare sistemi cellulari, tessuti e piccoli organismi con metodologie fisiche sia a livello sperimentale sia a livello di modellizzazione. Recentemente, lo sviluppo della nanomedicina ha generato un ulteriore spinta alla richiesta di comprensione molecolari di processi biologici con il fine ultimo di poter dare un contributo alla ricerca medica e allo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche. La microscopia a scansione laser permette in modo unico di potere seguire il comportamento di biomolecole e nanoparticelle all'interno di cellule con elevata risoluzione spaziale e temporale, senza danneggiare le cellule. Oltre agli aspetti morfologici, permette di determinare diffusioni, flussi e interazioni fra molecole. In questo seminario, illustrerò i principi base di alcune tecniche di microscopia innovative messe a punto nel nostro laboratorio con riferimento specifico alle loro applicazioni e potenzialità.

  • Prof. Lucio Rossi
    High Luminosity LHC Project, CERN

    Lucio Rossi è capo del progetto High Luminosity LHC (HiLumi LHC), presso il CERN. Laureatosi all'Università Statale di Milano nel 1980, prosegue la sua ricerca nella stessa Università, occupandosi di superconduttività applicata nel campo degli acceleratori di particelle e ottenendo la posizione di professore associato di fisica sperimentale nel 1992.
    Negli anni 90 partecipa a diversi esperimenti presso acceleratori basati sui magneti superconduttori, come il ciclotrone dell'INFN di Catania, l'HERA presso DESY ad Amburgo e il Large Hadron Collider del CERN. Nel 2001 diventa staff del CERN, in aspettativa dall'Università, per prendere la responsabilità dei magneti e dei superconduttori per il progetto LHC, il piu' grande acceleratore esistente. Dal 2011 dirige il progetto LHC ad Alta Luminosità, che aumenterà in modo eclatante le potenzialità dell'acceleratore stesso.
    Nel 2007 è premiato dall'IEEE e nel 2013 è chiamato a far parte del consiglio del prestigioso istituto come distinguished lecturer. È membro e cofondatore di EURESIS, associazione per la diffusione della cultura scientifica con sede a Milano. Rossi svolge anche un'intensa attività di divulgazione scientifica con un interesse alla relazione tra scienza e tecnologia, certezza e verità.


    L'avventura del fisico tra scienza e tecnologia: LHC, l'upgrade ad Alta Luminosità e i futuri megascience projects per acceleratori

    LHC, uno dei più grandi e complessi strumenti scientifici, ha richiesto quasi trent'anni per gli studi e per la sua realizzazione. Già nel 2010, ancor prima della scoperta del bosone di Higgs del 2012, sono iniziati gli studi per il suo upgrade, denominato LHC ad Alta Luminosità che funzionerà dopo il 2025. E già sono iniziati gli studi per l'acceleratore post-LHC, un acceleratore lineare da 20-50 km o uno circolare da 100 km per il 2040. Questi grandi progetti di fisica richiedono lo sviluppo di nuove tecnologie, con collaborazioni internazionali di grandi dimensioni, richiedendo una capacità di adattamento ai ricercatori coinvolti ma generando anche grandi opportunità proprio per una figura flessibile e polivalente come il fisico.

  • Prof. Michele Parrinello
    Politecnico federale di Zurigo (ETH)

    Michele Parrinello è professore ordinario di Computational Science presso l'ETH di Zurigo e l'Università della Svizzera italiana, Lugano, celebre per il suo lavoro in dinamica molecolare.
    Insieme a Roberto Car, riceve nel 2009 la medaglia Dirac e il Sidney Fernbach Award per lo sviluppo del metodo Car-Parrinello, proposto per la prima volta nel 1985, in un articolo seminale dal titolo di Unified Approach for Molecular Dynamics and Density-Functional Theory, che esercita una notevole influenza in molti campi scientifici.
    Nato a Messina, Parrinello consegue la laurea in fisica nel 1968 presso l'Università di Bologna. Dopo aver lavorato all'Università degli Studi di Trieste (nell'allora Dipartimento di Fisica Teorica), alla Sissa, al laboratorio di ricerca IBM di Zurigo e all'Istituto Max Planck per la ricerca sullo stato solido di Stoccarda; è stato nominato professore di Scienze computazionali sia al Politecnico federale di Zurigo (ETH), sia all'Università della Svizzera italiana di Lugano.
    È stato eletto membro di alcune delle più importanti organizzazioni scientifiche, come l'American Physical Society nel 1991 e la Royal Society nel 2001, e ha ricevuto il Premio Dreyfus nel 2017.


    Atomi e computer

    Lo sviluppo travolgente dei computer e di potenti algoritmi di calcolo hanno avuto un profondo impatto nella ricerca contemporanea. Questo ha fatto emergere un nuovo modo di fare scienza e accanto alle tradizionale discipline della fisica teorica e sperimentale è nata la fisica computazionale. In quest'ambito le simulazioni che descrivono la materia a partire dalla sua costituzione atomica giocano un ruolo particolare, avendo raggiunto un livello di accuratezza e capacità predittiva rimarchevole, tanto che si parla di esperimenti computazionali. Questi esperimenti aiutano nella comprensione dei processi fisici, rimpiazzano esperimenti impossibili o troppo costosi, predicono nuovi fenomeni e sono una forma di microscopia virtuale. Dimostreremo il potere di quest'approccio con esempi presi da applicazioni che hanno un grande impatto sulla società. Tuttavia nonostante i molti progressi molto rimane da fare ed illustreremo alcune delle possibili strategie atte a rendere l'impatto di questi metodi sempre più efficaci.

  • Dott. Stefano Sandrelli
    INAF - Osservatorio Astronomico di Brera

    Stefano Sandrelli è responsabile della didattica e della comunicazione per l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), presso l'Osservatorio Astronomico di Brera, a Milano.
    Nato a Livorno nel 1967, si laurea in fisica presso l'Università degli Studi di Pisa con il massimo dei voti e consegue il Dottorato di ricerca in Astronomia presso l'Università di Bologna. Negli anni successivi, consegue un master in Comunicazione della Scienza presso SISSA, a Trieste.
    Collabora dal 2000 al 2015 con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), curando oltre 500 puntate di rubrica televisiva e seguendo le missioni di diversi astronauti tra cui Paolo Nespoli, Samantha Cristoforetti e Roberto Vittori.
    Dal 2014 è docente del corso Nuovi modi per comunicare l'astronomia per il master MACSIS - Università di Milano-Bicocca. E' membro dell'International Astronomical Union (IAU) e fa parte della Commissione Didattica della Società Astronomica Italiana (SAIt).


    Al mare su Marte: l'acqua nell'universo

    Qualche mese fa, ricercatori italiani hanno annunciato la scoperta di un lago di acqua liquida su Marte. E l'acqua è una sostanza fondamentale per la vita, almeno secondo le conoscenze attuali. Quindi c'è vita su Marte? Non solo: secondo le stime più recenti, nell'universo esistono centinaia di miliardi di miliardi di pianeti. E molti di loro potrebbero ospitare acqua. Quindi la vita è molto diffusa nell'universo?

  • Prof. Marco Giulio Giammarchi
    Università degli Studi di Milano

    Marco Giammarchi si laurea in Fisica presso l'Università degli Studi di Milano nel 1984, conseguendovi poi anche il Dottorato di Ricerca (1989). In questo stesso periodo partecipa anche ad una summer school al CERN (1983) e diventa ricercatore presso il Fermilab (USA, 1985). Nel 1988 diventa ricercatore associato dell'INFN - Sezione di Milano. Dal 2005 è inoltre a capo del gruppo di Milano di AEGIS, un progetto volto allo studio dell'antimateria, e dal 2006 al 2012 è stato coordinatore della sezione dell'INFN di fisica delle astroparticelle. Nel 2014 diventa professore ordinario presso l'Università degli Studi di Milano e membro della Publication and Talk Board di AEGIS. Infine, dal 2015 partecipa al progetto QUPLAS (QUantum interferometry and gravity with Positrons and LASers) relativo allo studio dell'interferometria con particelle di antimateria, sia positroni che stati legati elettrone-positrone, e a studi gravitazionali con il positronio, volti a testare il Principio di Equivalenza Debole. Dal 2018 è professore ordinario del corso di Interazioni Fondamentali presso l'Università degli Studi di Milano.


    Cosmo e Antimateria

    Materia e Antimateria sono i due volti del Cosmo, tra loro complementari e simmetrici: ad ogni particella corrisponde una antiparticella di carica elettrica opposta, che può venire prodotta negli acceleratori di particelle. Eppure in natura le antiparticelle non si osservano quasi mai, sono incredibilmente rare: sembra infatti che una qualche piccola violazione delle simmetrie quantistiche abbia lavorato - nei primi istanti di vita dell'Universo, per eliminare l'antimateria e per permettere la sopravvivenza di quella che oggi chiamiamo materia. E che costituisce tutto ciò che osserviamo, le galassie, le stelle, i pianeti e noi stessi. Ma perché l'antimateria è sparita? E come è possibile studiarla? La si può trovare nello spazio? Si può costruire una fabbrica di antimateria sulla Terra?

Talk studenti

Nel corso dell’evento i partecipanti avranno l’opportunità di esporre agli altri studenti la loro attività di ricerca, un topic di interesse o più semplicemente un argomento che hanno avuto modo di approfondire durante il loro percorso di studi. Se interessati, è possibile indicare nel form di registrazione all'evento il titolo del proprio intervento con un breve abstract. Indicativamente ciascuno studente avrà a disposizione 15-20 minuti per la propria presentazione: seguiranno informazioni più dettagliate una volta chiuse le iscrizioni e raccolte le proposte di talk. Vi sarà inoltre un sondaggio tra i partecipanti e la miglior presentazione sarà premiata.

Sessione poster

Una poster session sarà organizzata in modo da permettere agli studenti partecipanti alla conferenza, a ricercatori e ai dottorandi dei Dipartimenti di Fisica di Milano e di Milano-Bicocca di esporre la propria attività di ricerca o di approfondire alcune tematiche incontrate durante le conferenze precedenti. Se interessati, è possibile indicare in fase di registrazione all'evento l'intenzione di presentare un poster specificandone eventualmente anche il titolo.

Workshop aziende

Il pomeriggio di giovedì 7 marzo sarà prevista anche una sessione parallela dedicata alle aziende attive sul territorio locale che contribuiranno alla realizzazione dell’evento, in cui i relativi rappresentanti avranno modo di presentare l’attività svolta al loro interno. A questa sessione per la precisione parteciperanno GP Batteries, società leader in Europa nel mercato di batterie e caricatori, e le due multinazionali Eni S.p.A. e Accenture. L’obiettivo è quello di permettere un contatto diretto di queste società con gli studenti, così da illustrare i vari settori di ricerca e sviluppo al loro interno, le tematiche affrontate e le prospettive future, anche in vista di possibili sbocchi lavorativi.

Workshop AISF

Membri dell'associazione organizzeranno alcuni workshop in cui si discuteranno le migliori pratiche per organizzare attività ed eventi, consigli sulla gestione di un Comitato Locale e si illustreranno alcune iniziative intraprese dall'Associazione.